Mi chiamo Nicolas Di Leo, sono un ex studente italiano e fino ad ora, durante il mio percorso accademico triennale e magistrale, ho portato a termine 4 tirocini extracurriculari durati in totale 3 anni in alcune tra le migliori università del mondo in gruppi di luminari leader nel proprio settore. Questa è una guida volta ad aiutare chi, come me all’inizio, non abbia chiaro come prepararsi, trovare, approcciare o in generale cosa fare per farsi accettare da un gruppo di ricerca per un internship nel campo biomedico.

Il tutto nasce dal mio desiderio di voler evitare ad altre versioni di me stesso le scocciature, frustrazioni e delusioni provenienti dal processo che vede partecipi degli studenti inesperti quando si parla di farsi accettare in un laboratorio. Inoltre, voglio ottimizzare il vostro approccio e massimizzare le vostre chance di essere presi nel miglior gruppo possibile che vi garantirà la miglior rampa di lancio per la vostra carriera. In ultimo, con questa guida spero di favorire l’internazionalizzazione e di motivare qualcuno che altrimenti non si sarebbe interessato o che avrebbe lasciato perdere, a fare una esperienza di questo tipo all’estero.

Introduzione ℹ️


  1. Target

    Questa guida è principalmente volta a studenti “free mover” quindi quelli che con i propri soldi o con una borsa “divincolata” devono cercarsi e scegliersi un posto in cui andare. Esistono bandi specifici che garantiscono accesso prioritario ad una cerchia di gruppi di ricerca di una determinata università. Questi casi però sono più rari e il più comune è quello in cui uno studente vinca una borsa Erasmus+ traineeship o un’alternativa e si trovi poi a dover scegliere autonomamente dove andare con quei fondi. Questa guida fa al caso di questi ultimi e si applica sicuramente al campo biomedico ma molti dei principi si potrebbero anche applicare a campi limitrofi o comunque campi in cui vi è la necessità di trovare e contattare gruppi di ricerca.

  2. Bando Erasmus+ Traineeship

    Il programma Erasmus è probabilmente l’alternativa più applicabile per la maggior parte delle persone che staranno leggendo questo articolo. In molte università la vincita di questa borsa è competitiva. Per assicurarsi di rientrare tra i vincitori bisogna: avere una ottima (sopra 28) media, essere in pari con gli esami (avere quanti più crediti possibili in relazione al proprio anno di corso quando si sta applicando), avere una certificazione di lingua inglese o della lingua che si usa nel posto in cui pensare di andare (nella maggior parte dei casi inglese B2 se non C1 è ok, dato che in praticamente tutti i centri di ricerca si parla quella lingua), e opzionale ma molto utile una lettera di invito con breve descrizione del progetto su cui andrete a lavorare da parte dell’università ospitante (generalmente stilata dal professore con cui avete preso accordi). Questa lettera andrà guadagnata seguendo gli step successivi e idealmente dovrebbe essere già in vostro possesso nel momento dell’invio della vostra applicazione, ciò significa che, per massimizzare le vostre chance di vittoria, dovrete trovarvi a cercare un posto in cui andare prima ancora di sapere se avrete o no vinto il bando, con il rischio di dover mandare tutto a monte nel caso non risuciate a vincerlo, dato che difficilmente riuscirete a trovare un professore disposto a pagarvi.

    Esistono alternative al bando Erasmus tipo la EZ founders scolarship nel caso si provenga da una grossa università italiana o la Fullbright nel caso si voglia andare in America. Poi ce ne sono altre più competitive e di nicchia, disciplina-specifiche o instituto-specifiche. Altre ancora che sono summer scolarship tipo la Amgen nel caso foste studenti triennali. Qui purtroppo è impossibile fare una lista perchè sarebbe veramente troppo lunga/in continua evoluzione e io non sarei capace di renderla esaustiva, conoscendone solo alcune di quelle nel mio campo.

    N.B. Il bando Erasmus all’inizio può essere una bella scocciatura dal punto di vista burocratico, preparatevi a dover leggere un sacco di fogli, preparare un sacco di documenti, e a dover dibattere con parecchi uffici e persone di riferimento.

  3. Terminologia

Step 1 - Costruzione del CV 📝


Nella mail che andremo a comporre sarà necessario allegare un CV. Questo deve essere ben curato, di 1 massimo 2 pagine nel caso abbiate tanta esperienza da elencare. Nel caso (molto probabile) foste alle prime armi e non aveste praticamente niente da scrivere, limitatevi a stilare un buon CV che contiene tutto quello che avete fatto fino ad ora. Una buona guida pratica alla compilazione di un CV è recuperabile di seguito. In genere, nel caso non abbiate nulla da inserire, potete menzionare esami che avete passato che sono rilevanti (es. biochimica, fisiologia, biologia molecolare, genetica) o mini esperienze pratiche tipo quelle che si fanno nei corsi di laboratorio. Può aiutare anche descrivere brevemente se stessi in modo accattivamente ma sempre onesto e senza mai sfociare nel cringe.

[https://docs.google.com/document/d/1aTqG8_Gfn2hykoyMfifnXY24hxb5J7w9c7SFvjPixAM/edit?usp=sharing](https://docs.google.com/document/d/1aTqG8_Gfn2hykoyMfifnXY24hxb5J7w9c7SFvjPixAM/preview?usp=sharing)

Il mio primo CV (che non allego per vergogna) conteneva lavoretti che feci da piccolo (fioraio nel negozio di mio padre), alcuni che feci prima di cominciare l’università (impiegato, receptionist, cameriere) e anche la mia prima esperienza Erasmus studio. Inserii anche alcuni dei corsi che avevo passato menzionando anche i laboratori.

I professori sanno che, specie se siete studenti triennali, la vostra esperienza difficilmente sarà maggiore di zero, per cui non preoccupatevi e non vergognatevi se il vostro CV appare spoglio, è normale.

Il mio CV attuale che è sempre in corso di modifica e miglioramento è il seguente. Sentitevi liberi di prendere spunto.

Nicolas Di Leo 2pager CV.pdf

Step 2 - Ricerca del laboratorio 🔎


Una volta preparato il CV è il momento di capire dove e a chi inviarlo. Non vi aspettate alcun aiuto rilevante o significativo da parte di professori o staff universitario, nella maggior parte dei casi, sia in università minori ma sia anche in quelle maggiori, a meno che non siate molto fortunati e conosciate veramente le persone giuste, dovrete fare tutto il lavoro da soli.

Il problema legato alla ricerca del gruppo si affronta semplicemente spendendo un sacco di tempo su google. Sarà necessario cercare utilizzando parole chiave delle materie che ci interessano e visitando i siti web delle università nelle sottosezioni che elencano i dipartimenti e poi i singoli gruppi di ricerca. Ogni università è organizzata in modo diverso, nel senso che alcune possono essere divise in facoltà, altre in dipartimenti, altre in sezioni o una combinazione di queste. L’unità fondamentale e quello che dovete cercare voi è comunque sempre il gruppo di ricerca.

Qui alcuni esempi delle directory di alcune università:

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Un gruppo di ricerca può essere guidato da uno o più PI. Nella maggior parte dei casi è uno. L’importante sarà trovare sul sito web dell’università l’indirizzo email di questa persona. Alcuni laboratori (pochi) hanno dei siti web privati e separati da quello dell’università, in questo modo è generalmente più facile trovare il contatto del PI o dell’assistente a patto che si conosca già il nome del nostro target.